Xchè Generation-X?

Generazione X è una locuzione diffusa nel mondo occidentale per descrivere l'insieme di coloro che sono nati approssimativamente tra il 1965 e il 1980.
I confini demografici esatti della Generazione X non sono ben definiti, e dipendono di volta in volta da chi usa questa parola, dove e quando. Il termine è utilizzato nella demografia, nelle scienze sociali, e nel marketing, sebbene sia più comune nella cultura popolare. L'influenza di questa generazione sulla cultura pop iniziò negli anni Ottanta e ha avuto il suo culmine negli anni Novanta.
Storicamente la Generazione X è inquadrata nel periodo di transizione tra il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda. Un'altra caratteristica prevalente nell'individuare gli appartenenti a questa generazione è la riduzione delle nascite tra il 1964 e il 1979, conseguente al Baby Boom tra il 1946 e il 1963. Una "generazione invisibile", piccola, inserita nella ricostruzione attuata dai figli del Baby Boom, che gli valse il titolo di "X", a rappresentare la mancanza di un'identità sociale definita.
Una volta giovani adulti, la Generazione X raccolse l'attenzione dei media tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, guadagnando la reputazione stereotipata di apatici, cinici, senza valori o affetti.
In aggiunta, la Generazione X è conosciuta come una delle generazioni più intraprendenti e tecnologiche della storia americana ed europea, e a loro si deve in gran parte l'espansione di Internet. Amazon, Google, Yahoo, MySpace, Dell, Wikipedia, e infinite altre aziende tecnologiche miliardarie furono fondate da coetanei appartenenti alla Generazione X.
Il termine Generazione X venne usato per descrivere i primi punk inglesi, per sottolineare il loro nichilismo, il rifiuto dei valori della generazione precedente, e la sensazione di essere una generazione perduta, inutile per la propria società.
La Generazione X è generalmente identificata dalla mancanza di ottimismo nel futuro, dallo scetticismo, dalla sfiducia nei valori tradizionali e nelle istituzioni. Dopo la risonanza della Generazione X nella cultura popolare e l'avvento dei Nirvana e della musica grunge, il termine è stato esteso a sempre più persone, nate dopo il Baby Boom. Con la commercializzazione del termine e la sua risonanza a livello mondiale, questa definizione è diventata sempre più oggetto di stereotipi e luoghi comuni sull'apatia di questa generazione.
La Generazione X vive spesso in uno stato di precarietà lavorativa. I suoi appartenenti sono cresciuti nella deindustrializzazione del mondo occidentale, hanno vissuto la recessione economica dei primi anni Novanta e del 2000, e hanno visto ridursi le possibilità di ottenere un impiego a tempo indeterminato, sostituiti con contratti flessibili. Non considerano più un impiego come garantito, come facevano i loro genitori, né considerano un licenziamento o la disoccupazione come una catastrofe.
[Wikipedia]

In rete circola da un po' di tempo il seguente documento:
Lo scopo di questa missiva e' rendere giustizia ad una generazione, quella dei nati intorno al 1980 (anno piu', anno meno).
Quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, ne' abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, ne' abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica piu' di quanto credono e piu' di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava cio' che chiedevamo, pero' ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi si' che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, ed allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o ad aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta e' stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturita' e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorati di Georgie o dei suoi fratelli, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena ed imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'e' il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo stati le piu' giovani vittime di Cernobyl.
Quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man sul commodore 64, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che ando' al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill e che litigava su chi fosse piu' forte tra le tartarughe ninja. Quelli cresciuti riempiendo di ninnoli la Smemoranda e gli ultimi ad usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Smarties e le Big Bubble, ma neanche le HubbaBubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Masters, Supercar, A-Team, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimi' Ayuara, l'Incredibile Hulk, Carletto il principe dei mostri, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamu', Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapa', i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme e come facesse puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82 ed ha dovuto aspettare fino al 2006.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro e' difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco ne' protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si e' mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, pero' ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano, inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia od a quello della verita', non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto liberta', fallimenti, successi e responsabilita' ed abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!